Assenteismo e micro-assenteismo: impatti e profili giuridici
L’assenteismo non è soltanto un tema organizzativo: è un fenomeno che incide sulla continuità produttiva, sulla programmazione dei turni, sull’equilibrio tra colleghi e, in ultima analisi, sulla corretta esecuzione del rapporto di lavoro. Non a caso, la misurazione delle assenze è oggetto di trasparenza amministrativa: l’ISTAT pubblica dati mensili sulle giornate di assenza e presenza del proprio personale di ruolo, distinti per direzioni e servizi, in adempimento dell’art. 21 della legge n. 69/2009, con numeri sempre crescenti.
Il problema giuridicamente più delicato non riguarda l’assenza in sé, specie quando sorretta da certificazione medica, ma l’uso distorto o strumentale di istituti legittimi. In questa prospettiva si colloca il cosiddetto micro-assenteismo: una sequenza di assenze brevi, ripetute, collocate in momenti strategici — ad esempio a ridosso di fine settimana, festività, riposi o turni gravosi — che può compromettere l’affidabilità della prestazione e generare un danno organizzativo concreto.
La Corte di Cassazione, con sentenza n. 1161/2026, ha confermato la legittimità del licenziamento disciplinare del lavoratore che, attraverso reiterate assenze ritenute simulate, determini un rendimento inferiore agli standard ed infranga gli obblighi di diligenza e correttezza.
Il punto centrale è l’onere probatorio. Il datore di lavoro non può fondare il recesso su una generica insoddisfazione per le assenze del dipendente, né può sanzionare la malattia come tale.
Occorre dimostrare due elementi: un profilo oggettivo, cioè un rendimento inferiore alla media normalmente esigibile rispetto alle mansioni, ed un profilo soggettivo, cioè l’imputabilità del deficit ad una condotta colposa o comunque contraria a correttezza e buona fede.
Investigazioni private: ruolo, limiti e valore probatorio
In questo contesto l’investigatore privato può assumere un ruolo decisivo.
Il beneficio principale non è “sorvegliare” il dipendente, ma raccogliere elementi fattuali, esterni ed obiettivi che consentano all’azienda di distinguere tra assenza legittima ed abuso dell’assenza.
Una relazione investigativa correttamente acquisita può documentare circostanze concrete: presenza del lavoratore in luoghi incompatibili con la ragione dichiarata dell’assenza, svolgimento di attività incompatibili con lo stato di malattia, reiterazione di condotte in giornate strategiche, coincidenze temporali anomale, impatto sulla continuità della prestazione.
Il vantaggio operativo è evidente: l’indagine privata consente all’impresa di trasformare un sospetto in un quadro documentale verificabile. Questo è particolarmente rilevante per le PMI, nelle quali anche brevi assenze ripetute possono incidere in modo sproporzionato sull’organizzazione del lavoro.
L’investigazione privata è ammissibile quando sia diretta ad accertare illeciti o condotte abusive, non quando si traduca in controllo generalizzato della normale prestazione lavorativa.
Anche il profilo privacy è determinante. Le regole deontologiche del Garante per la protezione dei dati personali stabiliscono che l’investigatore privato non può iniziare autonomamente attività di raccolta dati: deve ricevere un incarico scritto, riferito a specifiche finalità, con indicazione del diritto da far valere, degli elementi di fatto che giustificano l’indagine e del termine ragionevole entro cui concluderla.
Inoltre, i dati raccolti devono rispettare i principi di liceità, proporzionalità, minimizzazione e pertinenza; la conservazione non può eccedere il tempo strettamente necessario all’incarico.
Impostazione corretta dell’indagine e strategia aziendale
Ne deriva una regola pratica: l’indagine privata è utile solo se è impostata correttamente sin dall’origine. Il mandato deve essere circoscritto, proporzionato ed ancorato a indizi concreti; l’attività deve limitarsi a fatti rilevanti; la relazione deve essere chiara, datata, verificabile e priva di dati eccedenti; la contestazione disciplinare deve essere tempestiva, specifica ed idonea a consentire al lavoratore una piena difesa.
In conclusione, l’investigatore privato rappresenta uno strumento di tutela aziendale ad alto valore probatorio nei casi di assenteismo anomalo e micro-assenteismo, ma non è uno strumento di controllo indiscriminato. Il suo beneficio è massimo quando viene inserito in una strategia giuridica ordinata: analisi preliminare delle assenze, verifica di pattern ricorrenti, incarico investigativo scritto e proporzionato, raccolta di fatti esteriori, valutazione del nesso tra condotta e pregiudizio organizzativo, contestazione disciplinare puntuale.
Solo così l’impresa può ridurre il rischio di contenzioso ed aumentare la tenuta del provvedimento sanzionatorio o espulsivo.
Strategia operativa Click Intelligence Solution
A tal fine la Click Intelligence Solution adotta una strategia precisa:
- Studio delle informazioni fornite dal Cliente.
- Ricerca di dati a carico del soggetto sul territorio nazionale.
- Analisi della strategia investigativa e consegna report di analisi preliminare.
- Sopralluogo nei posti di frequentazione del soggetto.
- Posizionamento di un GPS satellitare a bordo del veicolo utilizzato dall’indagato.
- Pedinamento statico e dinamico del soggetto.
- Sviluppo del materiale video/fotografico.
- Consegna report investigativo.
Dott. Enrico Barisone
